2019 CONVEGNO INTERNAZIONALE

Officinali: settore di nicchia o comparto trasversale e innovativo?

Secondo la visione più recente – condivisa in ambito scientifico, e alla quale si sta aprendo anche il mondo regolatorio – officinale può essere qualsiasi specie vegetale che per proprietà e caratteristiche funzionali trova applicazione in un comparto economico, secondo i requisiti e gli standard previsti per quel settore.
I continui progressi nella ricerca scientifica sulle sostanze biologicamente attive presenti nelle piante, e gli avanzamenti tecnologici che ne permettono applicazioni sempre più innovative nei più diversi campi – nutrizionale, cosmetico, farmacologico – stanno ampliando la visione del comparto officinale, che non può più essere visto come un mercato di nicchia, ma come la fonte di nuove sostanze naturali ad alto valore aggiunto.
Quali le competenze, quali le strategie, quali le relazioni per le imprese che vogliono affrontare questo mercato?

Alberto Manzo, MIPAAFT, Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, coordinatore del Tavolo di Filiera delle Piante Officinali

Il comparto della MAPs e la catena del valore e le caratteristiche del mercato; i contesti territoriali, il confronto tra Italia, Spagna e altre regioni del Mediterraneo; i diversi modelli aziendali e produttivi; le sfide da affrontare.

 

Eva Moré i Palos CTFC (Centre de Ciència i Tecnologia Forestal de Catalunya) Medicinal and Aromatic Plants Group

La tracciabilità dei prodotti agricoli e la tracciabilità dai prodotti selvatici; norme fiscali per i prodotti selvatici; proposte per una filiera selvatica integrata

Autori afferenti al progetto INCREDIBLE (Innovation Networks of Cork, Resins and Edibles in the Mediterranean basin)

 

Sempre maggiore importanza acquisisce il principio di valorizzare le aree montane, che rappresentano il 35% di tutta la superficie nazionale, con nuovi modelli di sviluppo che ne esprimano il potenziale basato sulle specificità e unicità di questi territori.Le piante officinali possono essere un’ottima opportunità di sviluppo sostenibile, in grado di generare incremento di reddito delle piccole aziende agricole (multifunzionali), promozione turistica, attività didattiche esperienziali

Anna Giorgi, Università degli Studi di Milano, coordinatrice Unimont, Università della Montagna, Polo d’Eccellenza dell’Università degli Studi di Milano, situato a Edolo in Valle Camonica, la cui eccellenza è riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).

L’applicazione delle biotecnologie alla produzione di derivati vegetali per applicazioni in campo nutrizionale, cosmetico e terapeutico utilizza i meccanismi biologici che hanno guidato l’evoluzione delle specie di interesse officinale. Le esperienze realizzate su questi processi tecnologicamente avanzati hanno punti di contatto e integrazione con il comparto tradizionale, al quale possono fornire tendenze innovative di sviluppo, e dare vite a forme di collaborazione e complementarietà.

 

Elena Sgaravatti, CEO DemBiotech, Coordinatrice del Gruppo di Lavoro sulle Biotecnologie alimentari Assobiotec – Federchimica

L’azienda leader del comparto italiano continua a fondare il proprio sviluppo su precise scelte etiche strettamente connesse alla vocazione iniziale: quella di valorizzare i derivati naturali attraverso processi virtuosi basati sulla ricerca dell’equilibrio tra l’uomo e la natura.
In questo quadro si inseriscono la scelta basilare si aderire in tutti i processi produttivi ai principi della agricoltura biologica, e la recente trasformazione dello statuto dell’impresa in Società Benefit.

Jacopo Orlando, Agricultural Public Affairs, Impact & Sustainability Manager Gruppo Aboca, Vice Presidente di ASSOBIO